credo tantissimo in ogni singolo progetto in cui sono immersa in questo momento. con ogni difetto del caso. ogni contrattempo, ogni scherzo. ogni singola falsa partenza mi fa andare il cuore in gola. però, ci sono cose che vorrei fare realmente. alcune, forse vanno al di là della mia capacità e competenza.
scrivere un libro, per esempio.
ricominciare una nuova avventura commerciale come lo era stata paperdoll. questa volta sarebbe diverso (forse). questa volta sarei meno acida sarei più grata per ogni mia giornata cattiva o buona che sia. (forse)
cominciare progetti che potrebbe segnare la mia intera vita. renderla stabile, sicura e meravigliosa come so che potrebbe essere.
ma. c’è un ma. e questo ma c’è sempre stato.
il problema sono io. e non è per accomodare le situazioni, prendendomi la colpa anche dell’11 settembre o della seconda guerra mondiale. oh, e non penso nemmeno che sia colpa mia se ti si sta piantando il pc incasinandoti tutto.
il problema sono io. con la mia poca autostima. con la mia voglia d’altri e la mia ritrosia. la certezza di non piacere e il menefreghismo su quello che gli altri possano pensare di me.
Alla fine mi sembra di non poter meritare quello che ho adesso. Ho paura. Una paura fottuta. Forse riuscissi a dirgli perchè tremo e ho bisogno dei suoi occhi tutto andrebbe meglio.
vorrei sgusciare fuori dal mio corpo, a tratti. scoprire dall’esterno cosa non va. cosa non funziona. aggiustarlo ed essere felice. perchè è come se qualcosa si inceppasse ad un certo punto ed io non riesco più a recuperare il senso delle cose. e non posso pretendere che mi si legga nel pensiero, che ogni mio sguardo o insofferenza venga assorbita e decifrata nel modo corretto.
kiss kiss (bang bang)
tornerò senza tavor e gambe molli e pensieri sospesi. tornerò e vi parlerò di tutte quelle cose fantastiche che mi capitano ogni giorno, ogni momento. ma questo era il mio sfogo e dovete perdonarmi.